Poltrone di design: come scegliere quella giusta per la tua casa
22 Ottobre 2026
L’autunno ha un modo tutto suo di riportarci dentro casa. Le sere si allungano, la luce del pomeriggio se ne va prima e c’è un posto che torna a riempirsi: la poltrona. È lì che si finisce il libro cominciato in vacanza, che si beve il primo tè caldo della stagione, che ci si siede per dieci minuti per poi dimenticarsi del tempo che passa.
Le poltrone sono arredi piccoli solo in apparenza. Occupano meno di un metro quadrato, eppure cambiano il modo in cui si usa una stanza: un angolo rimasto vuoto diventa una zona lettura, una camera da letto smette di essere solo il posto in cui si dorme. In questa guida mettiamo in fila i criteri per scegliere tra le poltrone di design quella che funziona davvero a casa tua, partendo dalle misure e arrivando al rivestimento, passando per una domanda che in pochi si fanno prima dell’acquisto: fissa o girevole?
Le misure: da dove partire davvero
Prima del colore e prima del tessuto, la poltrona va misurata sulla stanza. Le dimensioni da controllare sono tre. La larghezza dice quanto spazio occupa contro la parete; la profondità conta più di quanto sembri, perché è quella che invade il passaggio; l’altezza dello schienale decide quanto la poltrona si vede entrando nella stanza. Davanti alla seduta servono almeno 60-70 cm liberi per alzarsi e camminare senza aggirare nulla, e se accanto c’è un tavolino conviene tenerlo a circa 40-45 cm dal bordo, la distanza a cui si appoggia una tazza senza sporgersi.
Nella collezione Bontempi le misure coprono un intervallo ampio, dai 70 cm di larghezza di Lady ai 104 cm di Petra:
| Modello | Misure (L x P x H) | Versioni |
| Petra | 104 x 79 x h 77 cm | Fissa, girevole |
| Kodi | 85 x 91 x h 70 cm | Fissa, girevole |
| Victor | 88 x 88 x h 77 cm | Fissa |
| Doris | 83 x 75 x h 70 cm | Girevole, girevole con ritorno |
| Nova | 72,5 x 70 x h 92 cm | Fissa, girevole |
| Ariel | 72 x 71 x h 92 cm | Fissa, girevole |
| Lady | 70 x 78 x h 73 cm | Fissa |
Un criterio pratico per leggere la tabella: se la poltrona sta accanto al divano, lo schienale non dovrebbe superarlo di molto, altrimenti diventa una parete in mezzo alla stanza. Se invece vive da sola, in un angolo o davanti a una finestra, uno schienale alto come quello di Nova o di Ariel le dà la presenza che serve per reggere lo spazio.
Le novità 2026: Petra, Nova e Ariel
Al Salone del Mobile 2026 Bontempi ha presentato tre nuove poltrone che interpretano il comfort in modi molto diversi tra loro.
Petra, disegnata dallo studio e-ggs, ha vinto il Red Dot Design Award 2026. Il progetto parte da un’unica linea che scorre senza interruzioni dallo schienale ai braccioli e chiude la seduta come un guscio. Sotto, una base sottile in metallo verniciato solleva il volume imbottito e lo fa sembrare più leggero di quanto sia. Con i suoi 104 cm è la più ampia del gruppo, pensata per chi in poltrona ci si siede davvero e a lungo; esiste anche in versione girevole. La storia del premio l’abbiamo raccontata in questo articolo.
Nova fa parte di una famiglia che comprende anche sedia e sgabello. La scocca è avvolgente, con lo schienale semicircolare che nella poltrona prosegue nei braccioli senza stacchi, e la superficie è lavorata con cuciture verticali e pieghe morbide: un dettaglio che si apprezza più toccandola che guardandola. Le proporzioni, 72,5 cm di larghezza per 92 di altezza, la rendono adatta anche agli ambienti in cui una poltrona bassa e larga sarebbe di troppo.
Ariel segue la stessa logica di famiglia, con sedia, sgabello e poltrona lounge, ma parla un linguaggio più asciutto: seduta leggermente sagomata, gambe sottili e appena inclinate, in legno o in metallo. È la più grafica delle tre e anche la più facile da inserire in un living già arredato, perché occupa poco spazio pure a livello visivo.

Poltrona o poltroncina?
Non esiste una regola tecnica che separi le due parole, ma nell’uso comune la differenza è chiara. La poltrona è più larga e profonda e invita a sedersi più indietro, a rilassarsi. La poltroncina è più compatta, ha uno schienale più eretto e si presta anche a usi diversi dal relax: accanto a una scrivania, in camera da letto, in un ingresso abbastanza ampio da ospitarla.
Nella collezione Bontempi Nova e Ariel stanno dalla parte delle poltroncine: poco più di 70 cm di larghezza e la possibilità di abbinarle alle sedie e agli sgabelli della stessa famiglia, così da mantenere un unico linguaggio tra zona pranzo e zona living. Petra, Kodi e Victor sono invece poltrone in senso pieno, da scegliere quando lo spazio c’è e la poltrona deve diventare il posto in cui si resta.
Il comfort: schienale, braccioli e imbottitura
Il comfort di una poltrona si giudica da seduti, possibilmente per più di qualche secondo. Contano quanto lo schienale avvolge, a che altezza cadono i braccioli e come la seduta accompagna la schiena nel momento in cui ci si appoggia.
Kodi, disegnata da Andrea Arena, è costruita su una linea continua che avvolge chi si siede: è la poltrona giusta se l’idea di comfort è quella di sentirsi raccolti. Lady, firmata da Marco Corti, lavora in modo opposto. La struttura in legno massello resta in vista, con dettagli in acciaio laccato, e un cuscino poggiareni sfoderabile sostiene la zona lombare; i braccioli sono a 51 cm da terra, un’altezza comoda per appoggiare gli avambracci mentre si legge. Petra sta a metà strada: avvolgente nello schienale, generosa nella seduta.
Fissa o girevole?
Una poltrona girevole cambia il modo in cui si vive un ambiente aperto: di giorno ci si gira verso la finestra, la sera verso il divano e gli ospiti, senza spostare niente. Ha senso soprattutto negli open space e nelle posizioni centrali, molto meno in un angolo stretto, dove la rotazione non ha spazio.
Petra, Nova, Ariel e Kodi esistono sia fisse sia girevoli. Doris, disegnata da Pocci & Dondoli e premiata anche lei con il Red Dot Design Award, nasce invece girevole: la base cilindrica in metallo la fa ruotare sul proprio asse, e la versione con ritorno la riporta da sola nella posizione di partenza. È un dettaglio che si apprezza quando la poltrona deve restare allineata al resto dell’arredo, anche dopo che qualcuno ci si è seduto girato verso la finestra.

I rivestimenti: tessuto, velluto o pelle
Il rivestimento è la parte della poltrona che si tocca ogni giorno ed è anche quella che più ne cambia il carattere. Sulla stessa Nova, per fare un esempio, si sceglie tra Pelle Premium, Velluto Supreme, i tessuti Bouquet, Gourmet e Sunrise e i tessuti Kvadrat Coda e Field. Anche la struttura ha la sua tavolozza: il metallo laccato va dal nero all’ottone anticato, passando per l’oro rosa e il bianco.
In questa stagione il velluto è la scelta più naturale. Trattiene il colore in profondità, cambia sfumatura a seconda della luce e scalda una stanza in maniera immediata. Nella gamma Velluto Supreme ci sono tonalità come tabacco, cuoio, corten e verde smeraldo, perfette per chi vuole una poltrona che si faccia notare; in cambio questo materiale chiede un po’ più di attenzione nella manutenzione. La pelle si pulisce con facilità e con il tempo acquista carattere, mentre i tessuti restano la strada più versatile per giocare con colori e trame.
Poltrone da salotto: l’abbinamento con il divano
In salotto la poltrona non vive da sola: si confronta con il divano, e da quel confronto dipende metà del risultato. Le strade sono due. La prima è la continuità: Victor, disegnata da Elena Trevisan, riprende in versione compatta le linee del divano Victor, con piedini sottili in metallo e braccioli opzionali dalla curva leggera, e permette di costruire una zona conversazione coerente in ogni pezzo. La seconda è il contrasto: un divano dalle linee rigorose accanto a una poltrona morbida come Petra o Kodi, magari in un colore diverso. In entrambi i casi conviene ripetere almeno un elemento, la finitura dei piedi o una tonalità del tessuto, perché l’insieme resti leggibile.
Per una visione completa della stanza, dal divano alla luce, c’è la nostra guida all’arredamento del salotto. Se invece la poltrona è destinata a un angolo tutto suo, trovi idee pratiche negli articoli su come creare l’angolo lettura perfetto e su come scegliere la poltrona per il soggiorno.

FAQ sulle poltrone di design
Quanto spazio serve per una poltrona in soggiorno?
Nella collezione Bontempi la larghezza delle poltrone va dai 70 cm di Lady ai 104 cm di Petra. A questa misura vanno aggiunti almeno 60-70 cm liberi davanti alla seduta, per alzarsi e passare comodamente, e circa 40-45 cm tra la poltrona e un eventuale tavolino.
Che differenza c’è tra poltrona e poltroncina?
La poltrona è più larga e profonda ed è pensata per il relax. La poltroncina è più compatta, ha uno schienale più eretto e si usa anche in camera da letto, accanto a una scrivania o in ingresso. Nova e Ariel sono esempi di poltroncine; Petra, Kodi e Victor di poltrone vere e proprie.
Meglio una poltrona fissa o girevole?
La girevole conviene negli open space e nelle posizioni centrali, dove permette di orientarsi verso la finestra o verso il divano senza spostare nulla. In un angolo stretto la fissa è più pratica. Petra, Nova, Ariel e Kodi esistono in entrambe le versioni, mentre Doris è sempre girevole, anche nella versione con ritorno automatico in posizione.
Quale rivestimento scegliere per una poltrona da usare ogni giorno?
Dipende dall’uso e dall’atmosfera che si cerca. Il velluto è caldo e scenografico ma richiede più cura; la pelle si pulisce facilmente e migliora con il tempo; i tessuti offrono la scelta più ampia di colori e trame. Le poltrone Bontempi sono disponibili in pelli, velluti e tessuti di diverse collezioni.
Si può mettere una poltrona in camera da letto?
Sì, ed è uno dei modi più semplici per rendere la camera più vivibile. Meglio scegliere modelli compatti e morbidi, come Doris, oppure poltroncine contenute in larghezza come Nova e Ariel, posizionandoli vicino alla finestra o ai piedi del letto.
Come abbinare una poltrona al divano?
Si può puntare sulla continuità, scegliendo una poltrona della stessa collezione come Victor con il divano Victor, oppure sul contrasto di forme e colori. In entrambi i casi è bene ripetere almeno un elemento, come la finitura dei piedi o una tonalità del rivestimento.
La poltrona giusta è quella in cui resti seduto
Una poltrona si sceglie due volte: la prima con il metro in mano, la seconda sedendosi. Le misure dicono se entra nella stanza, ma è il corpo a dire se è quella giusta, ed è per questo che vale sempre la pena provarla prima di decidere.
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